Guido Dorso (Avellino 1892-1947)
Cresciuto nel capoluogo irpino. Nel 1915 si laureò in Giurisprudenza a Napoli. Allo scoppio della Grande guerra D. si schierò con gli interventisti. Dopo una breve esperienza al fronte, nel 1919 riprese l’attività pubblicistica, scrivendo per alcuni fogli locali.
All’inizio del 1923, assunse la direzione di un nuovo settimanale, “Il Corriere dell’Irpinia”. Nei mesi seguenti cominciò la collaborazione a «La Rivoluzione liberale» di Piero Gobetti. Nel 1925 fu pubblicato il suo più celebre testo, sintesi delle sue idee sui problemi del Mezzogiorno, “La Rivoluzione meridionale”. Durante il fascismo, D. rimase in disparte praticando la professione di avvocato. Il crollo del fascismo e l’armistizio nell’estate del 1943 coincisero per D. con il ritorno all’impegno politico e pubblicistico, legato alla sua militanza nel Partito d’Azione, diventando una delle figure di spicco del gruppo dirigente meridionale del partito. Nell’estate del 1945 accettò di dirigere il quotidiano napoletano “L’Azione”, organo degli azionisti dell’Italia meridionale. Ma l’esperienza alla guida del quotidiano ebbe breve durata.
D. prese parte a una nuova iniziativa politica, in occasione del referendum del giugno 1946, candidandosi all’Assemblea costituente, nelle liste dell’Alleanza repubblicana, per le circoscrizioni pugliesi e lucane. Morì il 5 gennaio 1947.

Archivio:

Il fondo si compone di 245 tra fascicoli e sottofascicoli conservati in 16 buste, con carte dal 1908 al 1987. L’archivio è costituito da documentazione prodotta, ricevuta e conservata nel corso della sua esistenza da D. Questo archivio, pur custodendo diversi incartamenti relativi alla sfera personale e professionale del soggetto produttore, rappresenta, in gran parte, una fedele testimonianza della sua attività pubblicistica e politica e della rete di contatti instaurata nell’ambito di queste due attività che hanno caratterizzato la sua esistenza.
Il fondo si presenta organizzato in sette serie, che rispecchiano le principali tipologie di documentazione conservatavi, secondo la volontà della figlia del meridionalista, Elisa: “Manoscritti”, “Articoli su Dorso”, “Documenti”, “Onoranze a Guido Dorso”, “Carteggio”, “Quaderni” “Varie”. La sezione più rilevante del fondo è costituita dal carteggio, con oltre 150 corrispondenti individuati e più di 600 lettere. Una parte dell’archivio è costituita da documentazione successiva alla scomparsa di D., raccolta dalla moglie, composta soprattutto da articoli e commemorazioni.

Soggetto conservatore:

Centro di Ricerca “Guido Dorso” per lo Studio del pensiero meridionalistico

Istituzione culturale con sede in un’antica dimora del centro storico di Avellino. Fondato nel 1978. Svolge, senza fini di lucro, la propria attività, volta a promuovere la conoscenza e lo studio della storia del Mezzogiorno.
Possiede una biblioteca specializzata di oltre 50.000 volumi e, sin dalla sua nascita, custodisce diversi archivi privati, a cominciare dall’archivio del meridionalista Guido Dorso e un archivio fotografico di diverse migliaia di pezzi. Dal 2015 gli archivi custoditi presso il Centro di Ricerca sono stati dichiarati di “interesse storico particolarmente importante” da parte del Ministero per i Beni e le attività culturali.
L’attività del Centro (amministrato da un Consiglio d’Amministrazione e da un Comitato di Indirizzo, comprendenti, oltre la famiglia Dorso, la Fondazione “G.G. Feltrinelli”, la Regione Campania, la Provincia e il Comune di Avellino) è inoltre caratterizzata da un ampio programma di attività di ricerca, formazione e promozione culturale.

Gli archivi custoditi sono liberamente accessibili previo appuntamento, negli orari di apertura dell’Istituto.

c/o Palazzo Victor Hugo – Piazza XXIII Novembre – 83100 – Avellino
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì 9-13; 16-19
Telefono: 0825-74953 / 74949
email: info@centrodorso.it
sito web: www.centrodorso.it