Michele Cifarelli (Bari 1913- Roma 1998)

Dopo la laurea in Giurisprudenza, C. si avviò alla professione forense. Negli stessi anni si avvicinò all’area liberal-socialista clandestina, con il nucleo nel capoluogo pugliese. Nel giugno del 1943 fu arrestato nell’ambito di un’ampia operazione di polizia contro gli esponenti del Partito d’Azione clandestino. Scarcerato dopo il 25 luglio, dopo l’arrivo degli anglo-americani fu tra gli animatori di Radio Bari. Dal dicembre 1944 C. fu segretario organizzativo del PdA. Dopo il congresso azionista del febbraio 1946, aderì al movimento di Democrazia Repubblicana con Ugo La Malfa e Ferruccio Parri, per poi confluire nel Partito Repubblicano. Per ben tre legislature, dal 1968 al 1979, sarà senatore repubblicano, per poi venire eletto alla Camera nel 1983. C. è stato anche sottosegretario all’Agricoltura nel quarto governo Rumor (1973-74) e al Commercio estero nel quinto governo Andreotti (1979).
Fu una personalità particolarmente sensibile ai temi della tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale: promotore della proposta di legge su “Norme generali sui parchi nazionali” del 1964 e del disegno di legge – quadro sui parchi nazionali e le riserve naturali, nel 1970; fu tra i fondatori dell’associazione Italia Nostra, di cui è stato poi vicepresidente; dal 1983 è stato presidente del Parco nazionale d’Abruzzo. Il suo ultimo incarico pubblico è stata la presidenza dell’Associazione per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia, che ha mantenuto dal 1988 fino alla sua scomparsa.

1) Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea “Tommaso Fiore” (IPSAIC)

Archivio:

I versamento
Il fondo ha una consistenza di 20 buste, articolate in 17 fascicoli e comprende corrispondenza relativa agli anni 1934-1950, con più di duemila le lettere conservate, relative a scambi con colleghi magistrati ed esponenti politici dell’antifascismo meridionale, del Partito d’Azione e del Partito repubblicano.
Strumenti archivistici. Il fondo è stato ordinato e inventariato da Maria Palasciano nel 2007.
II versamento
Il fondo ha una consistenza complessiva di 22 fascicoli, contenuti in 6 buste. Le prime cinque buste comprendono la corrispondenza (2.006 pezzi) relativa agli anni 1934-1950, gli stessi del primo versamento: i due fondi, pertanto, sono del tutto complementari. Si segnala, in particolare, la corrispondenza di Cifarelli con Tommaso Fiore, Vincenzo Calace, Gaetano Salvemini, Aldo Moro, Guido Dorso, Giorgio Spini, Manlio Rossi-Doria, Carlo Sforza, Alba de Céspedes, Adolfo Omodeo, Guido Macera, Riccardo Bauer, Ugo La Malfa, Emilio Lussu, Mario Vinciguerra, con il gruppo legato alla Casa editrice Laterza e con numerosi altri giovani intellettuali del Mezzogiorno. Rilevante è, inoltre, la fitta corrispondenza relativa all’organizzazione del primo Congresso del Cln (Bari, 28-29 gennaio 1944), del primo Convegno di studi meridionalistici (Bari, 3-5 dicembre 1944), da cui scaturì il Centro permanente per i problemi del Mezzogiorno, e del Congresso “Erp e Mezzogiorno”, tenutosi alla Fiera del Levante nel settembre 1948. L’ultima busta comprende documentazione inventariata come “Miscellanea” con stampati diversi (appunti manoscritti, minute di lettere, biglietti ferroviari, ecc). Infine, è stato schedato materiale a stampa (pagine di quotidiani, periodici, opuscoli) raccolto tra il 1941 e il 1950 con alcuni articoli a firma di C.
Strumenti archivistici. Il fondo è stato riordinato e inventariato da Annabella De Robertis e Serena Franchini (2019-2020).
Entrambi i versamenti sono stati digitalizzati nell’ambito del progetto “I luoghi della memoria. Iniziative per promuovere la conoscenza, la valorizzazione e la fruizione dei luoghi della memoria del Novecento e degli archivi storici pugliesi” promosso dalla Regione Puglia.
Gli inventari sono consultabili in forma cartacea e informatizzata presso la sede dell’Ipsaic.

Soggetto conservatore:

L’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (IPSAIC), sorto negli anni Cinquanta ad iniziativa dell’Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti (Anppia), si è costituito in associazione il 12 aprile 1970 ad opera di significativi esponenti della cultura democratica pugliese, tra i quali Tommaso Fiore, Natale Lojacono, Fabrizio Canfora, Franco De Felice, Giuseppe Di Vagno.
Nel 1982 l’IPSAIC ha ottenuto il riconoscimento di archivio di notevole interesse storico da parte della Soprintendenza Archivistica della Puglia e dal 1988 è associato all’Istituto Nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI), oggi “Istituto Nazionale Ferruccio Parri” (Rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea).
Nel corso di questi anni l’IPSAIC ha collaborato con il Miur, con diversi istituti universitari di Bari e di Foggia e ha svolto attività di consulenza per il Consiglio regionale della Puglia, per diversi assessorati della Regione e comuni pugliesi, tra cui il capoluogo, nel campo del recupero della memoria storica relativa alla Puglia e alle altre regioni del Mezzogiorno. Ha partecipato a diversi programmi nazionali della Rai e a progetti di ricerca e didattica di enti culturali nazionali, tra cui l’Animi (Associazione nazione per gli interessi del Mezzogiorno), la Cgil e le Camere del Lavoro, Casa di Vittorio, Fondazione Di Vittorio, Anpi, Anppia, Fondazione Gramsci di Puglia.
Costante è, infine, la collaborazione con la “Teca del Mediterraneo” – Biblioteca multimediale e Centro di documentazione del Consiglio regionale della Puglia, con gli Archivi di Stato di Bari, di Foggia, di Brindisi, con la Biblioteca nazionale di Bari “Sagarriga Visconti-Volpi” e con l’attività di ricerca dell’Istituto “Ferruccio Parri”.
Un primo intervento di sistemazione dei fondi originari dell’Istituto ha avuto luogo alla fine degli anni Ottanta, in seguito incrementato e confluito nella Guida agli archivi della Resistenza dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, disponibile anche per la consultazione online.
Gli inventari redatti da Maria Palasciano nel 2007 e dai componenti della Commissione archivi dell’Istituto tra il 2019 e il 2020 (nell’ambito del progetto “I luoghi della memoria. Iniziative per promuovere la conoscenza, la valorizzazione e la fruizione dei luoghi della memoria del Novecento e degli archivi storici pugliesi”, promosso dalla Regione Puglia) sono in corso di aggiornamento e saranno pubblicati a breve sul sito ufficiale dell’Ipsaic.
I fondi archivistici sono liberamente accessibili previo appuntamento, negli orari di apertura dell’Istituto.

Indirizzo: c/o Biblioteca multimediale del consiglio regionale della Puglia “Teca del Mediterraneo” via Gentile 52, 70126 Bari BA
Orario di apertura: 9-13 dal lunedì al venerdì. Previo appuntamento è possibile anche l’apertura pomeridiana tra le 16 e le 18. Chiusura al pubblico nel mese di agosto.

Telefono: +39 080 5402712
e-mail: antifascismo.biblioteca@consiglio.puglia.it
sito internet: http://ipsaic.it/

2) Archivio storico del Senato della Repubblica

Archivio:

L’archivio di C. è composto da 3.158 fascicoli, organizzati in 190 buste, con documenti prodotti tra il 1927 e il 2011. Il fondo si compone di due sezioni principali: “Archivio storico” e “Documentazione post 1950”. La partizione riflette due diversi versamenti diversamente ordinati. Tra le due sezioni c’è una sovrapposizione cronologica per i documenti prodotti tra il 1949 e il 1952. Tra le due sezioni sono diversi anche gli ordinamenti. Per quanto riguarda quella denominata “Archivio storico”, troviamo un elenco di fascicoli in ordine cronologico, mentre per la “Documentazione post 1950” è organizzata in 18 serie che riflettono, incarichi, interessi e attività diverse.
L’archivio è stato digitalizzato ed è consultabile liberamente via internet.

Inventario e documentazione consultabile presso questo indirizzo web: https://patrimonio.archivio.senato.it/inventario/fondi-acquisiti-dall-archivio-storico/michele-cifarelli

Soggetto conservatore:

L’Archivio storico del Senato della Repubblica è stato istituito nel 2001 ed stato aperto al pubblico nel 2003. Conserva i documenti prodotti o ricevuti dal Senato nell’esercizio delle sue attività. Nel tempo ha acquisito un considerevole numero di archivi di personalità politiche.
L’istituto svolge anche attività editoriale, pubblicando saggi documentari.
È presente inoltre una ricca sezione online in cui è possibile esplorare il patrimonio documentario dell’Istituto. L’Archivio storico del Senato si è inoltre distinto per aver sviluppato importanti strumenti di studio disponibili sul web, come la banca dati dei Senatori d’Italia, che ha reso disponibili sul web schede biografiche di tutti senatori, pubblicando su Internet le schede dei senatori del Regno d’Italia nominati dal 1848 al 1943.

Gli inventari dei fondi archivistici – con in alcuni casi i documenti digitalizzati – sono consultabili sul portale https://patrimonio.archivio.senato.it/
L’accesso all’archivio è possibile previa autorizzazione del responsabile dell’Archivio storico, su delega del segretario generale del Senato.

Indirizzo: Via della Dogana Vecchia, 29 – 00186 Roma
Orario di apertura: 9.30–16.30 dal lunedì al venerdì, chiusura al pubblico esterno nel mese di agosto.
Telefono: +39 06 67064785
email: archiviostorico@senato.it

Michele Cifarelli (Bari 1913- Roma 1998)

Dopo la laurea in Giurisprudenza, C. si avviò alla professione forense. Negli stessi anni si avvicinò all’area liberal-socialista clandestina, con il nucleo nel capoluogo pugliese. Nel giugno del 1943 fu arrestato nell’ambito di un’ampia operazione di polizia contro gli esponenti del Partito d’Azione clandestino. Scarcerato dopo il 25 luglio, dopo l’arrivo degli anglo-americani fu tra gli animatori di Radio Bari. Dal dicembre 1944 C. fu segretario organizzativo del PdA. Dopo il congresso azionista del febbraio 1946, aderì al movimento di Democrazia Repubblicana con Ugo La Malfa e Ferruccio Parri, per poi confluire nel Partito Repubblicano. Per ben tre legislature, dal 1968 al 1979, sarà senatore repubblicano, per poi venire eletto alla Camera nel 1983. C. è stato anche sottosegretario all’Agricoltura nel quarto governo Rumor (1973-74) e al Commercio estero nel quinto governo Andreotti (1979).
Fu una personalità particolarmente sensibile ai temi della tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale: promotore della proposta di legge su “Norme generali sui parchi nazionali” del 1964 e del disegno di legge – quadro sui parchi nazionali e le riserve naturali, nel 1970; fu tra i fondatori dell’associazione Italia Nostra, di cui è stato poi vicepresidente; dal 1983 è stato presidente del Parco nazionale d’Abruzzo. Il suo ultimo incarico pubblico è stata la presidenza dell’Associazione per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia, che ha mantenuto dal 1988 fino alla sua scomparsa.

1) Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea “Tommaso Fiore” (IPSAIC)

Archivio:

I versamento
Il fondo ha una consistenza di 20 buste, articolate in 17 fascicoli e comprende corrispondenza relativa agli anni 1934-1950, con più di duemila le lettere conservate, relative a scambi con colleghi magistrati ed esponenti politici dell’antifascismo meridionale, del Partito d’Azione e del Partito repubblicano.
Strumenti archivistici. Il fondo è stato ordinato e inventariato da Maria Palasciano nel 2007.
II versamento
Il fondo ha una consistenza complessiva di 22 fascicoli, contenuti in 6 buste. Le prime cinque buste comprendono la corrispondenza (2.006 pezzi) relativa agli anni 1934-1950, gli stessi del primo versamento: i due fondi, pertanto, sono del tutto complementari. Si segnala, in particolare, la corrispondenza di Cifarelli con Tommaso Fiore, Vincenzo Calace, Gaetano Salvemini, Aldo Moro, Guido Dorso, Giorgio Spini, Manlio Rossi-Doria, Carlo Sforza, Alba de Céspedes, Adolfo Omodeo, Guido Macera, Riccardo Bauer, Ugo La Malfa, Emilio Lussu, Mario Vinciguerra, con il gruppo legato alla Casa editrice Laterza e con numerosi altri giovani intellettuali del Mezzogiorno. Rilevante è, inoltre, la fitta corrispondenza relativa all’organizzazione del primo Congresso del Cln (Bari, 28-29 gennaio 1944), del primo Convegno di studi meridionalistici (Bari, 3-5 dicembre 1944), da cui scaturì il Centro permanente per i problemi del Mezzogiorno, e del Congresso “Erp e Mezzogiorno”, tenutosi alla Fiera del Levante nel settembre 1948. L’ultima busta comprende documentazione inventariata come “Miscellanea” con stampati diversi (appunti manoscritti, minute di lettere, biglietti ferroviari, ecc). Infine, è stato schedato materiale a stampa (pagine di quotidiani, periodici, opuscoli) raccolto tra il 1941 e il 1950 con alcuni articoli a firma di C.
Strumenti archivistici. Il fondo è stato riordinato e inventariato da Annabella De Robertis e Serena Franchini (2019-2020).
Entrambi i versamenti sono stati digitalizzati nell’ambito del progetto “I luoghi della memoria. Iniziative per promuovere la conoscenza, la valorizzazione e la fruizione dei luoghi della memoria del Novecento e degli archivi storici pugliesi” promosso dalla Regione Puglia.
Gli inventari sono consultabili in forma cartacea e informatizzata presso la sede dell’Ipsaic.

Soggetto conservatore:

L’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (IPSAIC), sorto negli anni Cinquanta ad iniziativa dell’Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti (Anppia), si è costituito in associazione il 12 aprile 1970 ad opera di significativi esponenti della cultura democratica pugliese, tra i quali Tommaso Fiore, Natale Lojacono, Fabrizio Canfora, Franco De Felice, Giuseppe Di Vagno.
Nel 1982 l’IPSAIC ha ottenuto il riconoscimento di archivio di notevole interesse storico da parte della Soprintendenza Archivistica della Puglia e dal 1988 è associato all’Istituto Nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI), oggi “Istituto Nazionale Ferruccio Parri” (Rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea).
Nel corso di questi anni l’IPSAIC ha collaborato con il Miur, con diversi istituti universitari di Bari e di Foggia e ha svolto attività di consulenza per il Consiglio regionale della Puglia, per diversi assessorati della Regione e comuni pugliesi, tra cui il capoluogo, nel campo del recupero della memoria storica relativa alla Puglia e alle altre regioni del Mezzogiorno. Ha partecipato a diversi programmi nazionali della Rai e a progetti di ricerca e didattica di enti culturali nazionali, tra cui l’Animi (Associazione nazione per gli interessi del Mezzogiorno), la Cgil e le Camere del Lavoro, Casa di Vittorio, Fondazione Di Vittorio, Anpi, Anppia, Fondazione Gramsci di Puglia.
Costante è, infine, la collaborazione con la “Teca del Mediterraneo” – Biblioteca multimediale e Centro di documentazione del Consiglio regionale della Puglia, con gli Archivi di Stato di Bari, di Foggia, di Brindisi, con la Biblioteca nazionale di Bari “Sagarriga Visconti-Volpi” e con l’attività di ricerca dell’Istituto “Ferruccio Parri”.
Un primo intervento di sistemazione dei fondi originari dell’Istituto ha avuto luogo alla fine degli anni Ottanta, in seguito incrementato e confluito nella Guida agli archivi della Resistenza dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, disponibile anche per la consultazione online.
Gli inventari redatti da Maria Palasciano nel 2007 e dai componenti della Commissione archivi dell’Istituto tra il 2019 e il 2020 (nell’ambito del progetto “I luoghi della memoria. Iniziative per promuovere la conoscenza, la valorizzazione e la fruizione dei luoghi della memoria del Novecento e degli archivi storici pugliesi”, promosso dalla Regione Puglia) sono in corso di aggiornamento e saranno pubblicati a breve sul sito ufficiale dell’Ipsaic.
I fondi archivistici sono liberamente accessibili previo appuntamento, negli orari di apertura dell’Istituto.

Indirizzo: c/o Biblioteca multimediale del consiglio regionale della Puglia “Teca del Mediterraneo” via Gentile 52, 70126 Bari BA
Orario di apertura: 9-13 dal lunedì al venerdì. Previo appuntamento è possibile anche l’apertura pomeridiana tra le 16 e le 18. Chiusura al pubblico nel mese di agosto.

Telefono: +39 080 5402712
e-mail: antifascismo.biblioteca@consiglio.puglia.it
sito internet: http://ipsaic.it/

2) Archivio storico del Senato della Repubblica

Archivio:

L’archivio di C. è composto da 3.158 fascicoli, organizzati in 190 buste, con documenti prodotti tra il 1927 e il 2011. Il fondo si compone di due sezioni principali: “Archivio storico” e “Documentazione post 1950”. La partizione riflette due diversi versamenti diversamente ordinati. Tra le due sezioni c’è una sovrapposizione cronologica per i documenti prodotti tra il 1949 e il 1952. Tra le due sezioni sono diversi anche gli ordinamenti. Per quanto riguarda quella denominata “Archivio storico”, troviamo un elenco di fascicoli in ordine cronologico, mentre per la “Documentazione post 1950” è organizzata in 18 serie che riflettono, incarichi, interessi e attività diverse.
L’archivio è stato digitalizzato ed è consultabile liberamente via internet.

Scheda SAN: Non disponibile
Inventario e documentazione consultabile presso questo indirizzo web: https://patrimonio.archivio.senato.it/inventario/fondi-acquisiti-dall-archivio-storico/michele-cifarelli

Soggetto conservatore:

L’Archivio storico del Senato della Repubblica è stato istituito nel 2001 ed stato aperto al pubblico nel 2003. Conserva i documenti prodotti o ricevuti dal Senato nell’esercizio delle sue attività. Nel tempo ha acquisito un considerevole numero di archivi di personalità politiche.
L’istituto svolge anche attività editoriale, pubblicando saggi documentari.
È presente inoltre una ricca sezione online in cui è possibile esplorare il patrimonio documentario dell’Istituto. L’Archivio storico del Senato si è inoltre distinto per aver sviluppato importanti strumenti di studio disponibili sul web, come la banca dati dei Senatori d’Italia, che ha reso disponibili sul web schede biografiche di tutti senatori, pubblicando su Internet le schede dei senatori del Regno d’Italia nominati dal 1848 al 1943.

Gli inventari dei fondi archivistici – con in alcuni casi i documenti digitalizzati – sono consultabili sul portale https://patrimonio.archivio.senato.it/
L’accesso all’archivio è possibile previa autorizzazione del responsabile dell’Archivio storico, su delega del segretario generale del Senato.

Indirizzo: Via della Dogana Vecchia, 29 – 00186 Roma
Orario di apertura: 9.30–16.30 dal lunedì al venerdì, chiusura al pubblico esterno nel mese di agosto.
Telefono: +39 06 67064785
email: archiviostorico@senato.it